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L’adattamento grafico,
al di là delle parole

L’adattamento grafico è un mestiere a tutti gli effetti e uno dei nostri settori di competenza, in particolare per i supporti stampati con un forte impatto estetico. Si potrebbe pensare che sia sufficiente sostituire le parole di una lingua con un’altra per adattare un modello a un mercato estero. Naturalmente è molto più complicato di così!
Non vogliamo rubare il posto ai creativi che immaginano e progettano i modelli, ma, al contrario, il nostro obiettivo è di riconoscere l’intenzione creativa alla base del vostro progetto, per riprodurla efficacemente in un’altra lingua e cultura. Infatti, per noi le parole sono materiale visivo e grafico, che veicola un messaggio già semplicemente con la sua forma, sempre in linea con il codice del marchio del nostro cliente.

 

L’esperienza visiva delle parole

 

Se dovessimo riassumere l’adattamento grafico in poche parole, sarebbero senza dubbio queste: quando i nostri responsabili linguistici si occupano di adattare i testi in modo che risultino il più naturali possibile per un madrelingua, i nostri grafici si dedicano a trasmettere il messaggio “al di là delle parole”, che dev’essere chiaro sin dal primo sguardo.

Sophie Tavernier, responsabile DTP, spiega:
«Ci concentriamo sulla storia da raccontare, sulla connotazione della creazione grafica che riceviamo per l’adattamento. La direzione artistica dei nostri clienti è efficace: nel momento in cui il lettore posa lo sguardo sulla pagina, prima ancora di aver letto una sola parola, il messaggio è chiaro. Il nostro lavoro è fare in modo che questo messaggio implicito non scompaia, non sia deformato o impoverito da scelte tipografiche sbagliate».

Alcune lingue danno del filo da torcere, in particolare le lingue asiatiche e l’arabo. Invece di creare un adattamento calcato sul testo di partenza e dunque “strano”, privo di un vero significato, a volte bisogna optare per la semplicità. Nel settore del lusso, il lettore arabo o cinese può riconoscere elementi grafici non tradotti, che saranno percepiti come una firma “made in France”.

Per le lingue europee, un buon adattamento sta negli aggiustamenti “sottili” del testo. In tedesco per esempio, è spesso necessario dividere le parole per ottenere un testo scorrevole giustificato, dato che questa lingua è ricca di parole lunghissime, che si prestano molto bene ad andare a capo. Questi aggiustamenti sono frequenti in tedesco e passano inosservati agli occhi del lettore, sicché la lettura rimane fluida indipendentemente dal numero di parole divise. È anche per questa ragione che lavoriamo a braccetto con i responsabili linguistici per affinare gli adattamenti grafici.
Puntiamo a creare codici tipografici specifici per le nostre principali lingue di lavoro, mettendo così in relazione i vincoli della lingua, del contenuto e della forma.

 

Sulle spalle dei nostri grafici

 

Creiamo progressivamente dei codici per mettere nero su bianco le regole specifiche del mondo della “bella stampa” nei paesi target, così come le differenze da accettare e le abitudini culturali nel campo del design grafico. Questi documenti di lavoro non sono una scienza esatta, bensì una linea guida che vogliamo condividere con i nostri clienti e convalidare con le loro filiali. Il nostro obiettivo è di favorire la lettura oltre il contenuto.
Questi codici informano al contempo sulle regole macrotipografiche (l’aspetto complessivo del documento tradotto) e microtipografiche (la fluidità della lettura). Ritornando al tema delle parole divise, possiamo dire che sono generalmente vietate, ma con i nostri responsabili linguistici abbiamo deciso di adottare talvolta questo metodo per evitare i “buchi” bianchi tra le parole. Senza di esse, il testo risulta poco coinvolgente a livello visivo, come “macchiato” da spazi vuoti. Oltre al lavoro visivo, ci assicuriamo che il lettore possa assaporare ogni parola. È proprio in questo che risiede la difficoltà dell’adattamento grafico… ma anche l’aspetto interessante e il gusto della sfida che ci piace affrontare!

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